Bazzarello: Mi candido a Sindaco di Tribano per ripristinare il dialogo con la gente

La mia intervista al magazine online Estensione per parlare del mio abbandono di Forza Italia, dell’ingresso in Fratelli d’Italia e della candidatura a Sindaco di Tribano

 

TRIBANO. Roberto Bazzarello, 33 anni, è un giovane imprenditore del territorio, che divide la propria attività professionale tra il negozio di bici di proprietà familiare e la consulenza in ambito marketing e comunicazione. La sua vera passione, però, è la politica: consigliere comunale di opposizione dal 2010 ad oggi, prima come subentrante e poi come candidato sconfitto per una manciata di voti nel 2014, nonché vicepresidente ANCI Giovani Veneto dal 2015, è il primo candidato ufficiale nella corsa a sindaco, che culminerà con le elezioni comunali del prossimo 26 maggio, con la lista civica “Rinnoviamo Tribano”.

Da sempre un fedelissimo di Silvio Berlusconi, incontrato più volte anche all’interno della sua residenza di Arcore, Bazzarello ha lasciato Forza Italia nel dicembre 2018, dopo una militanza durata ben 15 anni. Alla fuoriuscita dal partito azzurro ha fatto seguito un periodo interlocutorio, al termine del quale il 33enne ha deciso di aderire al progetto politico di Giorgia Meloni e di entrare in Fratelli d’Italia. Una scelta da alcuni fortemente criticata.

 

Qual è lo spirito con cui affronti questa campagna elettorale?

«Oramai i programmi elettorali non sono più in grado di rispondere alle esigenze delle persone. Invece è proprio a queste che bisogna guardare, mantenendo gli impegni presi in campagna elettorale e dimostrando di esserci sempre in caso di necessità. Arrivo da nove anni di minoranza in cui non ho mai fatto mancare il mio supporto ai cittadini, ascoltando le loro esigenze personali e imparando a lavorare con gli uffici comunali per risolvere i problemi concreti della vita di tutti i giorni, dall’illuminazione pubblica al mancato passaggio dei mezzi per la raccolta dei rifiuti.

A ottobre ho inviato una lettera a tutti i cittadini in cui ufficializzavo la mia candidatura a sindaco, riepilogando il lavoro svolto e invitando tutte le varie forze politiche a unirsi alla mia lista civica per rinnovare insieme Tribano. Purtroppo, a causa di vari personalismi, l’appello non è stato raccolto proprio da tutti».

 

Nonostante questo, sei ottimista per l’esito del voto del 26 maggio?

«Sono un inguaribile ottimista e, rispetto a cinque anni fa, attorno a me sento un clima molto più caldo. Ora ho anche una maturità diversa, frutto dell’esperienza tra i banchi della minoranza. Quando esco di casa incontro tantissime persone che mi salutano, mi incoraggiano a proseguire nella mia attività politica, mi chiedono consigli.

Ci metto tre ore per fare la spesa perché mi fermano tutti! (ride). È fantastico che i cittadini del paese di cui sono innamorato e in cui vivo abbiano una buona considerazione di me, indipendentemente dalla loro appartenenza o fede politica».

 

Nel caso venissi eletto a sindaco, quali sarebbero le tue prime azioni?

«La mia campagna elettorale non è sicuramente incentrata sulle opere pubbliche, perché sono tutti bravi a promettere nuove strade, nuovi impianti di illuminazione, nuove condotte idriche; ritengo invece sia necessario ripristinare un dialogo con le persone e con il mondo associativo, che in questi ultimi 10 anni di amministrazione è andato perduto.

Riportare in house alcuni servizi come la manutenzione del verde pubblico, la pulizia delle strade comunali o la gestione del sito internet comunale è un altro punto del mio programma, così come l’informatizzazione del Comune, ma prestando sempre attenzione alle esigenze delle persone anziane. I cittadini si aspettano soluzioni dalla politica, non solo propaganda: il Comune deve diventare un’istituzione aperta e disponibile, una sorta di “casa di un amico”, non un palazzo di potere.

Ecco perché mi sono firmato come “Roberto, un Amico in Comune” nella lettera che ho inviato ai miei concittadini».

 

Cosa serve alla Bassa Padovana per diventare attrattiva?

«Innanzitutto bisogna lavorare sulla mentalità delle persone. Nella Bassa Padovana la politica è sempre stata divisiva, lo dimostra il fatto di non saper convogliare i voti del territorio verso un unico candidato al Consiglio regionale. Ne consegue che al momento non abbiamo rappresentanti in grado di portare a casa le risorse di cui abbiamo bisogno, a differenza dell’Alta Padovana: lì sanno aggregarsi e lavorare insieme per portare a casa finanziamenti, opere, lavoro e servizi.

Anche a livello infrastrutturale sono state perse occasioni d’oro: il mega outlet di Noventa di Piave, per esempio, doveva essere costruito a Conselve. Un progetto che avrebbe anticipato di 20 anni la realizzazione del casello autostradale sulla Monselice Mare e portato flusso turistico in tutto il Conselvano.

Ma l’amministrazione dell’epoca ne bloccò la realizzazione, nonostante i terreni fossero già stati acquistati, dimostrando chiusura mentale e favorendo la morte del territorio. Ricordiamoci sempre che siamo le conseguenze di chi ci ha amministrato».

 

Passando alla politica nazionale, quali sono le ragioni del tuo addio a Forza Italia?

«Perché Forza Italia non rispetta più la linea originaria del 1994. All’inizio ha preso le persone migliori e le ha candidate, portandole al Governo. Purtroppo non c’è stato ricambio generazionale e quelle persone, che 25 anni fa erano “nuove”, sono diventate vecchie. Si è rivelato un partito che ha deciso di non credere nei giovani e nel territorio.

Un partito miope ed esclusivista, convinto di essere ancora la forza trainante del centrodestra nonostante il boom della Lega, incapace di fare autocritica e di analizzare le motivazioni del proprio crollo, preferendo dare la colpa al “cittadino ignorante” che non vota più per loro. Inoltre, su molti temi le posizioni di Forza Italia si stanno spostando pericolosamente verso sinistra e sono molto simili a quelle del Partito Democratico, piuttosto che a quelle di coloro che dovrebbero essere gli alleati di governo, ovvero Lega e Fratelli d’Italia.

In tutto ciò voglio sottolineare che la mia ammirazione per Silvio Berlusconi come uomo, imprenditore e leader politico rimane immutata. Silvio è stato e rimane per me un amico».

 

Dopo il tuo passaggio a Fratelli d’Italia qualcuno ti ha accusato di “trasformismo”. Cosa gli rispondi?

«Non sono d’accordo. “Trasformista” è chi passa dalla maggioranza all’opposizione e dopo qualche tempo fa il percorso inverso per convenienza. Gli alfaniani, per esempio, passati dalla scissione da Forza Italia, al sostegno al Governo Letta con annessi attacchi a Berlusconi e infine al ritorno tra le file azzurre.

È successo lo stesso anche in Regione. Io invece ho lavorato sodo senza mai chiedere nulla in cambio, e mi sono semplicemente reso conto che il treno su cui viaggiavo procedeva verso una destinazione diversa da quella prevista. Così sono sceso. Ho guardato con grande ammirazione al progetto lanciato da Giorgia Meloni ad Atreju (storica manifestazione annuale della destra italiana, ndr) che mira a costruire un centrodestra moderno, che vada dai liberali sino alla destra sociale e che possa sostenere la Lega per creare il governo chiesto dai cittadini alle ultime elezioni.

Se fossi stato un trasformista sarei entrato nel Carroccio che nei sondaggi è quasi al 40%, non certo in Fratelli d’Italia, attualmente al 4%. Ma la politica si fa in base al credo, non in base alla convenienza».

 

 

Meloni ha presentato Roberto Bazzarello, Candidato Sindaco di Tribano (Pd)

Brugnaro si ricandida e FDI con la Meloni è schierata con lui.

Meloni ha presentato Roberto Bazzarello, Candidato Sindaco di Tribano (Pd)
Articolo pubblicato dal quotidiano “IlGiornale di Vicenza” il 22 gennaio 2019


Tribano. Bombe carta esplose di notte, paese svegliato di soprassalto

Paura per due violente deflagrazioni. Il sindaco: «Perseguire i responsabili». Bazzarello: «Il problema dei botti non è una novità»


Articolo pubblicato dal quotidiano “Il Gazzettino di Padova” il 27 novembre 2018

TRIBANO. Due forti deflagrazioni notturne svegliano mezzo paese: è accaduto nella notte tra sabato e domenica a Tribano dove la zona centrale del paese i residenti sono stati disturbati nel bel mezzo del sonno notturno. La causa sono due petardi, del tipo bomba carta. «Intorno alle due del mattino ho sentito tremare i vetri della camera e di tutto l’appartamento dove abito e la stanza stessa è stata illuminata a giorno da una luce accecante – racconta Annalisa – All’inizio pensavo fosse esploso un bancomat, poi ho capito che si trattava di petardi». E Sara aggiunge: «Sono petardi tremendi, chiamati anche bombe, proprio dall’effetto che fanno; sono davvero pericolosi anche per chi li maneggia, anche io sono stata svegliata di soprassalto dal terribile frastuono che hanno provocato». Altri abitanti di Tribano, come Carlotta, non solo sono stati svegliati, ma sono poi rimasti svegli: «Il botto provocato dai petardi è stato così forte che dopo essermi svegliata non sono più riuscita a prendere sonno».

Pare che uno dei due petardi sia stato fatto scoppiare sotto la pensilina delle corriere, amplificando così il rumore. «Solo qualche giorno fa abbiamo deliberato in Giunta l’applicazione delle misure da adottare quando si raggiunge il livello 1 del Pm 10, cosa avvenuta anche a Tribano – spiega il sindaco Piergiovanni Argenton – Tra le diverse misure e sanzioni previste, c’è il divieto assoluto di qualsiasi combustione all’aperto, compresi i fuochi d’artificio, per i quali è disposta l’intensificazione dei controlli. Quanto avvenuto è assolutamente deplorevole, pertanto auspico che i responsabili di questi gesti vengano individuati e invito tutti ad un maggiore senso di responsabilità per festeggiare il nuovo anno».

Per il consigliere di minoranza Roberto Bazzarello il problema dei botti non è una novità. «A seguito di un sondaggio da me promosso sui social avevo proposto già a fine 2016 al sindaco l’adozione di una ordinanza che li vietasse sia nell’interesse delle persone sia degli animali, per i quali questi petardi risultano essere particolarmente dannosi».

Le bombe carta sono congegni di tipo esplosivo con una costruzione elementare, ma molto pericolosi. Normalmente l’involucro esterno è composto da cartone o plastica e all’interno viene posto un cilindro di carta contenente polvere da sparo che termina con una miccia: in base alla lunghezza varia il ritardo dell’esplosione. La pericolosità non riguarda soltanto gli effetti provocati dalla bomba ma dalla costruzione stessa. Utilizzate negli anni di piombo dai terroristi, questi tipi di ordigni sono illeciti e vietati in tutto il territorio nazionale, ma purtroppo i malintenzionati riescono a procurarseli o a fabbricarli con grave rischio della salute propria ed altrui.

Articolo pubblicato dal quotidiano “Il Gazzettino di Padova” il 27 novembre 2018

Tribano. Bazzarello è già in campo come candidato Sindaco

Per la prossima campagna elettorale ha scelto di non usare simboli e di correre con una lista civica di centrodestra.

Bazzarello Candidato Sindaco di Tribano
Articolo pubblicato dal quotidiano “Il Mattino di Padova” il 27 novembre 2018

TRIBANO. Ha scelto il giorno del suo compleanno per rendere ufficiale la sua candidatura a sindaco distribuendo i volantini per il paese.

Roberto Bazzarello, 32 anni, consigliere comunale, è il primo a rompere gli indugi e a scendere in campo, per usare un’espressione tanto cara al suo riferimento politico numero uno, Silvio Berlusconi. Militante di Forza Italia da quando aveva 16 anni, titolare di un negozio Roberto Bazzarello

di bici, consigliere comunale e già candidato nel 2014, Bazzarello è anche vice presidente regionale di Anci Giovani Veneto. Per la prossima campagna elettorale ha scelto di non usare simboli e di correre con una lista civica di centro destra.

Con il motto “Fianco a fianco, insieme facciamo vincere la squadra del Tribano” il giovane candidato vuole «costruire un gruppo che vada oltre i personalismi dei candidati» ma anche lanciare un invito ad «unire le forze per il bene comune ed evitare liste fotocopia, in modo da dare delle risposte ai bisogni della nostra comunità». 

Articolo pubblicato dal quotidiano “Il Mattino di Padova” il 27 novembre 2018

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